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Western all'italiana
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Il mwbqwestern all'italiana (noto anche come mwbgmwbwspaghetti western o mwcaItalo-western in mwcqinglese, o anche mwcgItaloaterscite-ref-1[1]) è un sottogenere dei mwdwfilm western di produzione mweaitaliana negli anni sessanta e settanta con la partecipazione spesso di attori di valore ancora agli albori della loro carriera e che successivamente sarebbero divenuti star internazionali. Tali film erano girati generalmente in mweqItalia o in mwegSpagna e, in rari casi, in altri paesi del mwewMediterraneo.
Grazie a questo prolifico filone, per circa un quindicennio (compreso grosso modo fra il 1964 e il 1978) il mwfqwestern conobbe una rinnovata popolarità in mwfgItalia dopo un periodo di decadenza. Questo genere di western ha avuto successo anche fuori dall'Italia, influenzando successivamente anche i temi e le convenzioni del genere western di produzione non europea.
Contents
• Storia
• Origini
• Note
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Storia
Origini
L'espressione "spaghetti-western" nacque negli mwiwStati Uniti d'America e stava inizialmente a indicare dei mwjalungometraggi girati in italiano, con mwjqbudget ridotti e povertà di mezzi, secondo le convenzioni dei primi mwjgwestern, in parte intenzionalmente, in parte come conseguenza della limitatezza delle risorse finanziarie. Nonostante un'iniziale diffidenza, il genere si andò sempre più imponendo presso il grande pubblico, mentre la critica si limitò per lungo tempo a riconoscere unicamente il valore di quello che fu il massimo esponente e maestro indiscusso del genere, il regista mwjwSergio Leone (e di un pugno di attori impegnati nei suoi film). Questi, fin dai suoi primi lungometraggi, si era guadagnato infatti la stima e il rispetto dei propri colleghi statunitensi e una crescente popolarità presso le platee d'oltreoceano e internazionali.
Il primo western italiano fu mwkqmwkgUna signora dell'Ovest, del 1942, girato da mwkwCarl Koch, poi troviamo mwlaparodie del genere americano, quali mwlqmwlgIl fanciullo del West, del 1942 di mwlwGiorgio Ferroni ed mwmamwmqIl bandolero stanco, del 1952 di mwmgFernando Cerchio, con protagonisti rispettivamente mwmwErminio Macario e mwnaRenato Rascel. I film più conosciuti, probabilmente gli mwnqarchetipi del genere, sono quelli della cosiddetta mwngtrilogia del dollaro, diretti proprio da Sergio Leone, con mwnwClint Eastwood (che diede vita al ruolo dell'mwoauomo senza nome) e le celeberrime mwoqcolonne sonore di mwogEnnio Morricone (tre nomi che divennero sinonimi del genere stesso): mwowmwpaPer un pugno di dollari (1964), mwpqmwpgPer qualche dollaro in più (1965) e infine mwpwmwqaIl buono, il brutto, il cattivo (1966). Quest'ultimo è senza dubbio uno dei western più famosi di tutti i tempi e godette, relativamente agli altri film, di un budget atipicamente alto: quasi un milione di dollari. A questa trilogia Leone aggiunse poi il capolavoro monumentale mwqqmwqgC'era una volta il West (1968), un affresco nostalgico sull'epopea del mwqwWest al tramonto, in cui i personaggi acquistano un maggiore spessore umano e la magistrale abilità tecnica e narrativa del regista si fonde con un soggetto ricco di significati, incontrandosi idealmente con le tematiche crepuscolari del nuovo western statunitense.
Varianti e parodie
Alcuni film di caratteristiche similari e di produzione mwrgspagnola prendono il nome di "chorizo-western" o "paella-western", mentre una pubblicità per la mwrwcommedia giapponese mwsamwsqTampopo coniò la definizione di "noodle-western (mwsgnoodles sono proprio gli mwswspaghetti giapponesi) per descrivere la parodia di un ristorante di "noodle". I moderni film western di mwtaRobert Rodriguez sono stati soprannominati "burrito-western".
Tra le varianti del genere c'è il "western gotico", che vanta titoli, come mwtgmwtwI quattro dell'apocalisse (1975) di mwuaLucio Fulci e mwuqmwugJoko - Invoca Dio... e muori (1968) di mwuwAntonio Margheriti, dove alla solarità degli scenari western si contrappongono scenari cupi e cimiteriali. In mwvamwvqSentenza di morte di mwvgMario Lanfranchi (1968), appare addirittura una sorta di "mwvwcowboy mwwazombie" (ben prima del romanzo e del mwwqromanzo a fumetti mwwgmwwwLa morte ci sfida di mwxaJoe R. Lansdale). Con un'etichetta più generale, le mwxqcontaminazioni del western col mwxgfantastico - inclusa quindi la mwxwfantascienza e l'mwyahorror - sono state chiamate in italiano "mwyqfantawestern",cite-ref-morandini-2-0[2] che comprende pertanto sia il western gotico sia il "western spaziale", cioè un'avventura "simil-western" ambientata nello spazio,cite-ref-3[3] come mwagmwawSette uomini d'oro nello spazio di mwbaAlfonso Brescia, del 1979, una sorta di remake fantascientifico de mwbqmwbgI magnifici sette (1960) di mwbwJohn Sturges.
Anche il western mwcqpeplum e il mwcgthriller western hanno avuto il loro momento d'oro durante la grande stagione di uno dei generi più prolifici della mwcwstoria del cinema.
È stata tuttavia la mwdqcommedia, inclusa la mwdgparodia, il sottogenere del western all'italiana di maggiore successo. Nel 1965 mwdwFranco Franchi e mweaCiccio Ingrassia, fecero la parodia del primo film della trilogia del dollaro, dato il suo grande successo, col il loro mweqmwegPer un pugno nell'occhio, per la regia di mwewMichele Lupo, proseguendo due anni dopo con mwfamwfqIl bello, il brutto, il cretino di mwfgGiovanni Grimaldi, altra parodia di uno dei grandi film di Sergio Leone.
mwgaDaniele D'Anza nel 1968 sceneggiò per la mwgqRai mwggmwgwNon cantare, spara, una parodia western mwhamusicale con il mwhqQuartetto Cetra.
Va ricordato anche il fortunato filone che ha avuto come protagonisti mwkaBud Spencer e Terence Hill, con i quali, a partire dagli anni settanta, si inaugurò una sorta di divertente parodia degli spaghetti-western, che Bud Spencer e Terence Hill hanno definito come "western comico".cite-ref-4[4] Terence Hill è anche il protagonista, insieme a mwlqHenry Fonda, de mwlgmwlwIl mio nome è Nessuno (1973) di mwmaTonino Valerii. Il confronto fra i due attori è simbolico del confronto fra il western all'italiana, più ironico e autoironico, e quello tradizionale statunitense, certo prestigioso ma bisognoso di essere sospinto verso un rinnovamento radicale. Fra le parodie del western all'italiana va senz'altro annoverato mwmqmwmgWest and Soda, mwmwfilm di animazione del 1965, prodotto e diretto da mwnaBruno Bozzetto, «Contemporaneamente parodia, citazione, omaggio e rilettura con squarci surreali del mwnqwestern più classico».cite-ref-mereghetti-5-0[5]
Declino e riscoperta
Il genere, dopo l'esplosione incredibile degli anni sessanta e settanta, scomparve repentinamente quasi del tutto, dando vita a pochissimi film negli anni ottanta e novanta, destino d'altronde non diverso da quello del film western in senso lato, anche statunitense, ormai quasi del tutto scomparso dalle nuove produzioni. Dalla fine degli anni sessanta alla metà degli anni settanta si affermò il genere del "mwpapoliziesco all'italiana".cite-ref-6[6]
Tuttavia, dagli anni ottanta, poi, si è avuta una sorta di riabilitazione ufficiale, a livello di critica, anche di alcuni film a torto considerati "minori". Tale rivalutazione, che si è estesa con gli anni anche a molti altri film ascrivibili al genere, ha trovato la sua espressione più significativa in una celebre mostra retrospettiva organizzata nell'ambito della mwqgMostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia del 2007.
Uno degli ultimi film che si rifà al genere fu mwramwrqGli spietati, del 1992, che vede l'icona del genere, Clint Eastwood, dietro la mwrgmacchina da presa. Nei titoli di coda appare la significativa dedica: mwrw"a Sergio Leone" (la stessa che più di dieci anni dopo, nel 2003, mwsaQuentin Tarantino ha inserito nei titoli di mwsqmwsgKill Bill: Volume 1 e mwswmwtaKill Bill: Volume 2). Un ultimo omaggio al western all'italiana è stato fatto ancora da Quentin Tarantino nel suo mwtqmwtgDjango Unchained, del 2012, inserendo nella scena finale del film il tema principale della colonna sonora di mwtwLo chiamavano Trinità....
Segni distintivi
Nel 1971 mwugFranco Ferrini pubblicò sulla rivista mwuwBianco e Nero un articolo in cui individuava nove situazioni-tipo che distinguevano il western all'italiana da quello classico. Queste situazioni riguardavano l'uso diverso che negli spaghetti-western viene fatto dell'alcol, dei nomi, della banca, delle armi, della legge, del cimitero e del duello.
Al di là di questo, si può dire che nei western all'italiana il protagonista non è quasi mai un eroe, ma più spesso un mwvqantieroe mosso da interesse invece che da motivazioni idealistiche. Il western italiano non è, poi, ottimista né tantomeno moralista come quello classico, e presenta quasi sempre il denaro o la vendetta come unico vero interesse dei personaggi (tanto che la parola "dollaro/dollari" era presente nei titoli di ben 29 film, mentre "vendetta" in solo 10)cite-ref-7[7]. Le storie e le scene sono in genere più cruente, i personaggi più cinici, "niente più storie d'amore e lunghe e noiose chiacchierate dal tono moraleggiante ma tantissima violenza e azione a volte spinta ai livelli più estremi".cite-ref-8[8]
Nei western all'italiana la classica distinzione fra il "buono" e il "cattivo" viene così a sfumarsi notevolmente rispetto al western americano: specie dalla rivoluzione stilistica imposta da mwxwSergio Leone in poi, tutti i personaggi, anche quelli "positivi", appaiono in genere più cinici, trasandati, sporchi, ma in fondo più realistici; le stesse ambientazioni più inospitali, i villaggi appaiono desolati e polverosi. Ne esce, in definitiva, un'immagine certamente meno epica e in generale molto più dura dell'Ottocento americano nelle regioni del West. Da questo punto di vista, il fatto che gli autori dei film (e il pubblico a cui erano destinati principalmente) non fossero americani, ha senza dubbio consentito di distaccarsi con maggiore libertà dagli stereotipi più tradizionali e nostalgici del West, viceversa sentito ancora dagli statunitensi come un'epopea nazionale.
Anche per questo motivo, inizialmente, il genere fu visto con diffidenza dagli americani (il termine stesso, spaghetti-western, aveva infatti anche un sottinteso vagamente dispregiativo): alle differenze stilistiche si aggiungeva infatti una sorta di dissacrazione del mito del west, che aveva l'aggravante, dal loro punto di vista, di provenire da autori non americani.
Un tema assente nei western all'italiana è anche la guerra ai "mwygpellirosse", caratteristica dovuta alla oggettiva difficoltà nel reperire in Europa attori con una credibile fisionomia da "pellerossa", ma probabilmente dovuta anche al fatto che gli autori e il pubblico, non essendo americani, non avvertivano il bisogno di giustificare la guerra ai nativi.
Gli spaghetti-western venivano talvolta girati nel mw0gdeserto di Tabernas nella mw0wprovincia di Almería (mw1aAndalusia, mw1qSpagna), dove furono realizzate molte scenografie e vere e proprie cittadelle western (tuttora esistenti e riconvertite all'uso turistico con parchi tematici) che sfruttavano l'ambiente naturale desertico circostante, molto simile a quello americano, ma ovviamente meno costoso. Molte altre pellicole furono ambientate in luoghi dell'mw1gItalia centrale (specie del mw1wLazio) e del mw2aSud Italia. Spesso le riprese hanno avuto luogo in zone di alta quota, dove è facile la formazione di fenomeni nuvolosi: ciò spiega come mai in molti film il sole sia poco o per nulla visibile, elemento che finiva per accrescere il carattere 'desolato' delle scenografie. Le locazioni più usate erano la piana carsica di Camposecco, presso mw2gCamerata Nuova (ai confini fra Lazio e mw2wAbruzzo), il parco della Valle del Treia fra mw3qRoma e mw3gViterbo, le zone di mw3wBassano Romano e mw4aFormello (all'epoca scarsamente urbanizzate), le cave di mw4qtravertino presso mw4gTivoli Terme e la campagna di mw4wLunghezza alla periferia di Roma, e ancora i mw5aPiani di Castelluccio, nei pressi di mw5qNorcia, i rilievi dell'mw5gAmiata e del mw5wGran Sasso. Furono girate delle scene di alcuni film anche nel mw6aTavoliere delle Puglie in prossimità del mw6qGargano, dove il territorio assume i tipici caratteri di desolazione e di vegetazione selvaggia, compresa la presenza di mw6gcactus. In mw6wCalabria il luogo prediletto dei registi si trovava nei territori collinari, e desertici d'estate, tra mw7aMesoraca e mw7qIsola di Capo Rizzuto. Temi ricorrenti dei western girati in Spagna (dove si ricorreva a comparse locali) erano la mw7gRivoluzione messicana, i banditi messicani e la zona "calda" del confine tra il mw7wMessico e gli mw8aUSA.
Tipici del genere sono anche i titoli, particolari e quasi "parlanti", delle vere e proprie frasi che rispecchiano gli stereotipi delle pellicole (vedasi filmografia a fondo pagina), al pari dei nomi e soprattutto dei soprannomi dei personaggi: mw8gTrinità, mw8wAlleluja, mw9ail Magnifico...
Altrettanto caratterizzante è la presenza ricorrente di alcuni personaggi, mw9gDjango, mw9wSartana, mw-aSabata, per citare i più famosi, a creare delle saghe a volte lunghe anche una decina di film, che puntavano molto sul richiamo del personaggio già noto al pubblico, oppure creando ogni volta nuovi protagonisti molto simili tra loro (ci sono svariati mw-qJoe ed altrettanti mw-gColt, vedasi anche qui la filmografia).
Un elemento caratteristico è la presenza di molte sparatorie e l'uccisione di molte persone, soprattutto da parte del "buono" che si fa giustizia da solo. In questo contesto rientra anche la presenza costante del duello, spesso alla fine del film, vero apice di tutta la vicenda.
Altro elemento che ha reso questo genere molto caratteristico e di culto è lo stile delle locandine dei film, per la maggior parte realizzate da mw-qRenato Casaro.
Frequente nei western all'italiana fu anche la presenza di mw-wattori bambini, generalmente in ruoli di comprimario, ma in due pellicole come assoluti protagonisti: mwaqamwaqeKid il monello del West (1973) e mwaqimwaqmL'ostaggio (1975).
Analisi critica
Molte produzioni di spaghetti-western erano a basso costo e gli esterni venivano perciò girati in luoghi che ricordavano il lontano west americano ma erano meno dispendiosi, spesso in mwaqySpagna e in mwaqcItalia, più raramente, nell'mwaqgAfrica mediterranea. Inoltre molti mwaqsfilm alla loro uscita furono considerati dei mwaqwfilm di serie B, cioè opere di bassa qualità. In realtà, come abbiamo avuto modo di vedere, accanto a produzioni di carattere esclusivamente commerciale e senza pretese artistiche, figurano opere come la già citata mwaq0trilogia del dollaro e mwaq4mwaq8C'era una volta il West, considerate concordemente dalla critica delle pietre miliari della mwarastoria del cinema. Oltre a mwareSergio Leone, altri noti registi (fra cui mwariTonino Valerii, mwarmFlorestano Vancini, mwarqDuccio Tessari, mwaruSergio Corbucci, mwaryEnzo G. Castellari, mwarcLucio Fulci e mwargSergio Sollima) si cimentarono nel genere, spesso con buoni risultati qualitativi.
Non vi è dubbio comunque che lo spaghetti-western, per il tipo di personaggi e di situazioni rappresentate, abbia dato un'ulteriore spinta, anche negli mwarwStati Uniti, verso un mwar0revisionismo del western. Già dalla fine degli anni sessanta gli stessi americani infatti dovettero fare i conti col nuovo stile rimbalzato dall'mwar4Europa e imposto da Sergio Leone, tanto che già dalla prima metà degli anni settanta in molti western prodotti negli Stati Uniti si nota una diversa impostazione di personaggi e situazioni, che si fa via via più vicina a quella dello spaghetti-western di qualità, piuttosto che al western classico alla mwar8John Ford.
Secondo il critico mwaseGian Piero Brunetta:
«Nel western americano, così come nel poema epico o nel racconto d’avventura, l’evento, la prova qualificante o glorificante, è unico e posto in una posizione forte, a conclusione della vicenda. Nel western all’italiana la tensione non ha un vero e proprio
climax
: ad ogni unità di narrazione sono connessi scontri ed ogni unità produce una carica di emozioni equivalente, anche se, come negli spettacoli pirotecnici, il gran finale racchiude i botti più spettacolari e la carneficina risulta più carica di effetti.
)»
Influenza nella musica
È dei primi anni settanta l'infatuazione di molti produttori giamaicani di musica mwaskreggae, e in particolare di mwasoLee "Scratch" Perry, per il western all'italiana; passione che li porta a pubblicare molti brani ispirati da film e da personaggi di questo genere cinematografico. In particolare Lee Perry pubblica alcuni album ispirati al genere: l'album del 1969 mwassmwaswReturn of Django contenente l'omonima (e famosa) canzone, dove il titolo è un esplicito riferimento al film mwas0mwas4Django di mwas8Sergio Corbucci, del 1966; l'album del 1970 mwatamwateClint Eastwood con brani quali mwatiFor A Few Dollars More (dal film mwatmmwatqPer qualche dollaro in più di mwatuSergio Leone) e mwatyClint Eastwood, l'album del 1970 mwatcmwatgThe Good, the Bad and the Upsetters (chiaramente ispirato dal film di Sergio Leone, mwatkmwatoIl buono, il brutto, il cattivo); l'album del 1970 mwatsmwatwEastwood Rides Again. Sulle copertine di molti di questi dischi Perry e i componenti degli mwat0Upsetters (mwat4backing band di Perry) appaiono addirittura vestiti da cowboy con tanto di cappello, speroni, pistola e cavallo. Anche altri produttori (mwat8Joe Gibbs) subiscono tale fascino, che li porta a pubblicare canzoni intitolate mwauaLee Van Cleef e mwaueFranco Nero.
Alcune raccolte hanno recentemente cercato di testimoniare la grande influenza degli spaghetti-western sulla musica reggae delle origini:
• AA.VV. - mwauuFor A Few Dollars More (28 Shots Of Western Inspired Reggae)cite-ref-10[10] (pubblicato da mwauoTrojan Records nel 1998)
• AA.VV. - mwauwThe Big Gundown (Reggae Inspired By Spaghetti Westerns)cite-ref-11[11] (pubblicato da mwaveTrojan Records nel 2004)
Influenza nel gaming
I videogiochi mwavqRed Dead Revolver, mwavuRed Dead Redemption, e, il successore, mwavyRed Dead Redemption II, tutti prodotti da mwavcRockstar Games, sono stati influenzati dal western italiano, non nascondendone omaggi e riferimenti espliciti.
La retrospettiva della Mostra di Venezia
Nel 2007 si è svolta una retrospettiva, nell'ambito della mwavoMostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, che ha voluto rendere omaggio al genere. L'iniziativa si proponeva non solo di fornire allo spettatore una veduta d'insieme del western italiano, ma anche e soprattutto di rivalutare molti film trascurati in passato dalla critica. In tale ottica va vista l'assenza dalla manifestazione dei film di mwavsSergio Leone, la cui fama e il cui prestigio internazionale erano già fuori discussione. La retrospettiva, curata da Manlio Gomarasca e mwavwMarco Giusti includeva 32 titoli:
• mwav8mwawaI sette del Texas (mwaweAntes llega la muerte) di mwawiJoaquín Luis Romero Marchent
• mwawqmwawu100.000 dollari per Ringo di mwawyAlberto De Martino
• mwawgmwawkIl ritorno di Ringo di mwawoDuccio Tessari
• mwawwmwaw0Ringo del Nebraska di mwaw4Mario Bava e Antonio Román
• mwaxemwaxiUn dollaro bucato di mwaxmGiorgio Ferroni
• mwaxumwaxyDjango di mwaxcSergio Corbucci – versione integrale
• mwaxkmwaxoThe Bounty Killer di mwaxsEugenio Martín
• mwax0mwax4La resa dei conti di mwax8Sergio Sollima
• mwayemwayiNavajo Joe di mwaymSergio Corbucci
• mwayumwayySugar Colt di mwaycFranco Giraldi
• mwaykmwayoUn fiume di dollari di mwaysCarlo Lizzani
• mway0mway4Yankee di mway8Tinto Brass
• mwazemwazi10.000 dollari per un massacro di mwazmRomolo Guerrieri
• mwazumwazyEl Desperado di mwazcFranco Rossetti
• mwazkmwazoIl tempo degli avvoltoi di mwazsNando Cicero
• mwaz0mwaz4La morte non conta i dollari di mwaz8Riccardo Freda
• mwaaemwaaiSe sei vivo spara di mwaamGiulio Questi
• mwaaumwaayOgnuno per sé di mwaacGiorgio Capitani
• mwaakmwaaoPreparati la bara! di mwaasFerdinando Baldi
• mwaa0mwaa4Tepepa di mwaa8Giulio Petroni
• mwabemwabiUna lunga fila di croci di mwabmSergio Garrone
• mwabumwabyE Dio disse a Caino... di mwabcAntonio Margheriti
• mwabkmwaboLa taglia è tua... l'uomo l'ammazzo io! di mwabsEdoardo Mulargia
• mwab0mwab4Lo chiamavano Trinità... di mwab8E.B. Clucher
• mwacemwaciMatalo! di mwacmCesare Canevari
• mwacumwacyVamos a matar compañeros di mwaccSergio Corbucci
• mwackmwacoLa vendetta è un piatto che si serve freddo di mwacsPasquale Squitieri
• mwac0mwac4Il grande duello di mwac8Giancarlo Santi
• mwademwadiIl mio nome è Shangai Joe di mwadmMario Caiano
• mwadumwadyUna ragione per vivere e una per morire di mwadcTonino Valerii
• mwadkmwadoI quattro dell'apocalisse di mwadsLucio Fulci
• mwad0mwad4Keoma di mwad8Enzo G. Castellari
Protagonisti
Tra i registi più rilevanti e maggiormente attivi nel genere, ci furono mwaekSergio Leone, mwaeoSergio Corbucci, mwaesSergio Sollima, mwaewGiuseppe Colizzi, mwae0Giulio Petroni, mwae4Duccio Tessari, mwae8Tonino Valerii ed mwafaEnzo G. Castellari.
Tra i compositori delle colonne sonore, si segnalano mwafcEnnio Morricone, mwafgLuis Enríquez Bacalov, mwafkFrancesco de Masi, mwafoCarlo Savina e mwafsRiz Ortolani.
Note
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cite-note-66. ↑ mwai0mwai4mwai8Cinema. Stelvio Massi, il "papà" del poliziesco all'italiana a vent'anni dalla morte, su mwajawww.avvenire.it, 22 marzo 2024. mwajeURL consultato il 23 marzo 2024.
cite-note-77. ↑ mwajuhttps://web.archive.org/web/20200719052208/http://spaghettiwestern.altervista.org/curiosita_west.htm
cite-note-88. ↑ da: mwajkDark side il lato oscuro del cinema - SPAGHETTI WESTERN, su mwajomwajsmwajwCopia archiviata, su mwaj0camionusati.org. mwaj4URL consultato il 9 agosto 2011 mwaj8(archiviato dall'mwakaurl originale il 13 novembre 2011)., sito rilevato il 9/8/2011
cite-note-91. Gian Piero Brunetta, mwakqStoria del cinema italiano dal 1945 agli anni ottanta, Roma, Edit. Riuniti, 1982, pag. 779
cite-note-1010. ↑ mwakgmwakkFor A Few Dollars More (28 Shots Of Western Inspired Reggae) su roots-archives.com mwakoArchiviatomwaks l'11 dicembre 2009 in mwakwInternet Archivemwak0.
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• mwamkAutori vari, Nocturno Dossier n. 31 "Ai confini del western. Zone d'ombra del genere all'italiana".
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) spaghetti western, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefenciclopedia-del-cinemaChristopher Frayling, WESTERN ALL'ITALIANA, in Enciclopedia del cinema, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2004.
• mwans(EN) The Spaghetti Western Database (SWDb), su spaghetti-western.net.